Con oltre 5 milioni tra appassionati e praticanti, l'Italia si conferma seconda al mondo per diffusione del padel. Un settore in rapida espansione che ora può contare su un riferimento tecnico condiviso per la sicurezza degli impianti: la norma UNI 12023:2026.
Secondo i dati del FIP Research & Data Analysis Department, il centro studi della Federazione Internazionale Padel, l'Italia nel 2025 si colloca al secondo posto al mondo per diffusione della disciplina, con oltre 5 milioni tra appassionati e praticanti, di cui più del 60% uomini. I campi affiliati FITP sono 5.321, distribuiti tra nord (2.231), centro (1.591) e sud e isole (1.499), a cui si aggiungono quasi 240.000 tesserati. A livello territoriale il Lazio guida la classifica con 2.014 campi, pari al 20% del totale nazionale, seguito da Lombardia (circa 1.400) e Sicilia (circa 820).
Numeri che pongono con urgenza il tema della sicurezza degli impianti. È in questo contesto che nasce la norma UNI 12023:2026 "Campi da padel", elaborata dal Gruppo di Lavoro 20 "Padel" all'interno della UNI/CT 020 "Impianti ed attrezzi sportivi e ricreativi", con il coordinamento dell'ingegnera Silvia Torrani per conto della FITP.
Il documento definisce i requisiti di funzionalità e sicurezza dei campi da padel e i relativi metodi di prova. Nello specifico, la norma stabilisce criteri di progettazione, costruzione e gestione degli impianti, insieme alle procedure per prove e controlli. Vengono presi in esame la struttura portante, la superficie di gioco, la pavimentazione di supporto, gli elementi di protezione, l'illuminazione e l'acustica. La norma affronta anche il tema delle emissioni nocive e dei contenuti pericolosi nei materiali, le buone pratiche di installazione e manutenzione, gli spazi destinati al pubblico come tribune e spalti, e i metodi di prova legati al gioco.
"Con la pubblicazione della UNI 12023:2026 abbiamo messo a disposizione del settore sportivo un primo riferimento tecnico chiaro e condiviso per la progettazione, la costruzione e gestione di queste infrastrutture sportive" spiega Elena Mocchio, Responsabile Innovazione e Standardizzazione UNI. "Fondamentale è stata la collaborazione con la Federazione Italiana Tennis e Padel, che ha coordinato il gruppo, e ci ha consentito di valorizzare l'esperienza maturata con i loro regolamenti e di sviluppare un documento tecnico capace di rispondere alle reali necessità del settore".
Il lavoro svolto a livello nazionale non finisce qui. "Forti di questo traguardo, ci confronteremo presto con la stesura di una futura norma Padel in fase di sviluppo a livello internazionale, la ISO 25808 Sports facilities — Padel courts — Safety requirements and testing and inspection methods, alla quale contribuiremo per portare l'esperienza e competenza maturata grazie ai lavori nazionali" aggiunge Mocchio.
La UNI 12023:2026 si candida così a diventare un riferimento tecnico per progettisti, costruttori e gestori di impianti sportivi, in un settore che in Italia continua a crescere a ritmi sostenuti.



















