A febbraio 2026 i prezzi alla produzione dell’industria tornano a diminuire, registrando un calo dello 0,4% su base mensile e del 2,7% su base annua, in peggioramento rispetto al -1,6% di gennaio.
La flessione è trainata soprattutto dal mercato interno, dove i prezzi scendono dello 0,8% rispetto al mese precedente e del 3,7% su base annua. Al contrario, sui mercati esteri si osserva una dinamica positiva: +0,3% su base mensile e +0,2% su base annua.
Determinante resta la componente energetica, che continua a spingere al ribasso l’indice complessivo. Se si esclude l’energia, infatti, la dinamica dei prezzi appare più stabile, con un lieve incremento congiunturale (+0,1%) e una crescita dell’1,1% su base annua.
Tra le attività manifatturiere, le diminuzioni più marcate riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati, mentre gli aumenti più significativi si registrano nella metallurgia e nei mezzi di trasporto. Sul mercato interno si accentua inoltre il calo dei prezzi dell’energia elettrica e del gas (-12,4% su base annua).
Nel settore delle costruzioni, i prezzi risultano in aumento su base mensile: +0,3% per gli edifici e +0,5% per strade e ferrovie. Su base annua, però, la crescita rallenta per gli edifici (+1,3%), mentre resta sostanzialmente stabile per le infrastrutture (-0,1%).
Nel complesso, il quadro evidenzia una fase ancora debole per i prezzi alla produzione industriale, fortemente condizionata dalla componente energetica, mentre costruzioni e comparti manifatturieri mostrano segnali più moderati ma in lieve ripresa.