Secondo la stima diffusa dall'Istat il 29 settembre, a luglio 2026 il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, è aumentato in termini congiunturali dell'1,7% in valore e dello 0,6% in volume. La crescita in valore è stata più netta sul mercato estero (+2,3%) che su quello interno (+1,3%). Sul fronte dei volumi, l'estero ha segnato +2,5%, mentre il mercato interno ha registrato una flessione dello 0,4%.
Tra i raggruppamenti principali di industrie spicca l'energia, con un aumento congiunturale del 6,7%. Più contenuti gli incrementi per i beni strumentali (+2,4%), i beni di consumo (+0,8%) e i beni intermedi (+0,6%). Nel trimestre maggio-luglio il fatturato industriale cresce dell'1,0% in valore, ma diminuisce dello 0,7% in volume.
Il confronto con luglio 2025
Su base tendenziale, al netto degli effetti di calendario, il fatturato dell'industria mostra un aumento del 4,8% in valore e un calo dello 0,6% in volume. Il mercato interno cresce del 3,8% in valore ma perde il 2,0% in volume, mentre l'estero avanza del 6,7% in valore e dell'1,9% in volume. Anche in questo caso la dinamica è trainata dall'energia (+26,9%), seguita da beni intermedi (+5,9%) e beni strumentali (+4,0%), mentre i beni di consumo risultano stazionari. I giorni lavorativi sono stati 23, come a luglio 2025.
Servizi: dinamiche differenziate
Per i servizi il quadro è più contenuto. Il fatturato aumenta dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume rispetto a giugno, sintesi di un calo nel commercio all'ingrosso (-0,1% in valore e -0,8% in volume) e di una crescita negli altri servizi (+0,5% in valore e +0,3% in volume). Nel trimestre maggio-luglio l'incremento è dello 0,6% in valore e dello 0,1% in volume.
Su base annua i servizi crescono del 3,1% in valore e dello 0,1% in volume. Tra i comparti, i servizi di informazione e comunicazione registrano +7,0% in valore, mentre le attività immobiliari segnano -2,7% e le attività professionali, scientifiche e tecniche -0,8%.
Le stime di luglio sono provvisorie e soggette a revisione il mese prossimo. Per i servizi, da gennaio 2026 una parte del campione è stata sostituita da dati amministrativi (fatturazione elettronica e corrispettivi telematici), con un campione ridotto da circa 25.500 a 14.500 imprese.