Tra gennaio e aprile 2026 le stazioni appaltanti hanno pubblicato bandi per servizi di ingegneria e architettura per un valore complessivo di circa 480 milioni di euro, 73 milioni in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, quando il totale si era fermato a 552,5 milioni. A pesare su questo calo è soprattutto la forte riduzione degli appalti integrati, passati dal 65,2% al 7,2% del valore complessivo, mentre crescono in modo significativo gli accordi quadro.
Guardando invece ai soli servizi di ingegneria "puri", il quadro cambia segno: il valore delle gare pubblicate supera i 183 milioni di euro, contro i 159 milioni dello stesso periodo del 2025. Un piccolo ma incoraggiante passo avanti.
I dati raccontano anche un mercato molto polarizzato. Più del 73% delle gare pubblicate ha un importo inferiore a 140.000 euro, ma queste gare pesano solo per l'8,8% del valore economico complessivo. Al contrario, le gare sopra i 215.000 euro sono appena il 19,2% del totale, ma valgono quasi l'86% dell'intero importo messo a bando. In pratica, tante opportunità di piccola taglia e pochi bandi di grande valore che concentrano la maggior parte delle risorse.
Per quanto riguarda i lavori con esecuzione, il project financing si conferma protagonista con 134 bandi per 2.378 milioni di euro, seguito dagli appalti integrati con 125 bandi per 881 milioni.
Sul fronte delle aggiudicazioni, cresce l'importo medio assegnato sia alle società sia ai liberi professionisti, che passano da 48.800 a 87.100 euro. Resta però ampio il divario tra le due categorie: i professionisti si aggiudicano il 28,6% delle gare ma solo il 4,8% del valore economico complessivo (comunque il 2% in più rispetto al 2024), mentre le società dominano con il 54,4% delle gare e l'82,1% degli importi. I professionisti restano invece molto competitivi nelle gare più piccole, sotto i 140.000 euro, dove si aggiudicano il 53,4% dei bandi e il 48,3% del valore. Una quota che si riduce progressivamente salendo di importo, fino a scendere al 7,1% delle gare e al 2,7% degli importi oltre i 215.000 euro.
Il Presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini, commenta così i risultati: "Archiviata l'epoca dei bonus edilizi e del PNRR il mercato dei servizi di ingegneria ed architettura è ormai entrato in una fase di stabilizzazione. La buona notizia è che l'andamento registrato nel primo quadrimestre 2026 mostra segnali di recupero rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il che induce ad un moderato ottimismo. Su un punto, tuttavia, occorrerà restare vigili. Sebbene con l'entrata in vigore del Correttivo del Codice degli appalti siano state modificate, tra le altre, le disposizioni relative ai ribassi di gara, garantendo il rispetto del principio dell'equo compenso e la qualità delle offerte, si verificano ancora troppe situazioni anomale con gare aggiudicate con ribassi decisamente superiori a quanto previsto dalla norma. Su questo terreno il Consiglio Nazionale continuerà a svolgere un ruolo attivo, monitorando nel tempo il fenomeno e, se le anomalie dovessero persistere, intervenendo in sede di interlocuzione istituzionali".
Anche il Presidente del Centro Studi CNI, Marco Ghionna, sottolinea alcuni fenomeni ormai strutturali: "Il report evidenzia alcuni fenomeni che sembrano assumere una rilevanza sempre più strutturale per il mercato dei servizi di ingegneria: la crescente centralità degli accordi quadro, la persistente concentrazione del valore economico nelle gare di maggiore importo e il ruolo strategico delle procedure sotto soglia per la libera professione. Particolarmente importante è la forte divergenza tra numero delle procedure e valore economico complessivo delle stesse. Oltre il 73% delle gare si colloca sotto i 140.000 euro, mentre quasi l'86% del valore economico risulta concentrato nelle gare superiori a 215.000 euro. Questo dato ci restituisce un mercato dei servizi di ingegneria con una struttura fortemente polarizzata: le opportunità numericamente più numerose si concentrano nelle fasce inferiori, mentre il valore economico rimane fortemente concentrato negli affidamenti di maggiore dimensione. In sostanza i liberi professionisti sono altamente competitivi nelle gare di minore importo, mentre la loro presenza si riduce al crescere del valore economico dell'affidamento".
Un quadro complessivamente positivo, come conferma anche Giuseppe Maria Margiotta, Consigliere Segretario del CNI con delega al Centro Studi: "Il quadro del mercato dei servizi di ingegneria e architettura che ci restituisce il rapporto del nostro Centro Studi è relativamente positivo. Nonostante una dura realtà geopolitica, come quella attuale, che genera grande instabilità sul mercato energetico globale e non solo, il mercato di riferimento degli ingegneri italiani appare sufficientemente in salute, soprattutto se si considera che gli effetti benefici dei bonus e del PNRR sono stati ampiamente metabolizzati. Tra i diversi elementi messi a disposizione dello studio vorrei richiamare l'aumentato ricorso agli accordi quadro, pari al 54% degli importi considerati, che appare particolarmente significativo, tanto più considerando che ad esso corrisponde una sostanziosa diminuzione del ricorso all'appalto integrato".
Resta infine il nodo dei ribassi anomali. Nelle gare sotto i 140.000 euro il ribasso medio si attesta al 10,2%, entro il limite massimo del 20%, ma si registrano comunque 17 bandi aggiudicati con ribassi superiori al 20%, fino a un record del 78,3%. Le anomalie diventano ancora più marcate nelle gare sopra i 140.000 euro, dove a fronte di un ribasso medio del 31% si contano 61 bandi di progettazione aggiudicati con ribassi superiori al 35%, con una punta massima dell'80%.