Segnali di rallentamento per il settore delle costruzioni in Italia. Secondo i dati diffusi dall'Istat il 20 marzo 2026, a gennaio l'indice destagionalizzato della produzione è diminuito dell'1,3% rispetto a dicembre 2025, segnando la terza flessione consecutiva su base mensile.
Nel confronto trimestrale, tuttavia, la dinamica appare sostanzialmente stabile: nella media del periodo novembre 2025-gennaio 2026, la produzione ha registrato un lieve incremento dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, un segnale che attenua, almeno in parte, le preoccupazioni legate al dato mensile.
Più marcato il confronto su base annua. L'indice grezzo segna una flessione del 4,9% rispetto a gennaio 2025, che scende a -0,6% se corretto per gli effetti di calendario: un fattore non trascurabile, considerando che gennaio 2026 ha contato 20 giorni lavorativi contro i 21 dello stesso mese dell'anno precedente. Si tratta, in ogni caso, della prima variazione tendenziale negativa dopo dodici mesi consecutivi di crescita, un dato che l'Istat stesso segnala come possibile indicatore di un cambio di fase per il comparto.
Come vengono calcolati questi dati?
A partire da questa rilevazione, l'Istat ha aggiornato il metodo con cui elabora i dati destagionalizzati: invece di calcolare un unico indice aggregato, l'Istituto ora compone il dato finale sommando le singole serie dei diversi comparti del settore. Un cambiamento tecnico, ma con ricadute pratiche: alcuni mesi della serie storica hanno subito revisioni più marcate del solito. Nulla di anomalo, ma un dettaglio utile per chi legge questi numeri nel tempo.



