Abilitazioni alla professione di ingegnere: ancora in calo nel 2025
Anche il 2025 ha fatto registrare una flessione del numero di abilitati alla professione di Ingegnere ed Ingegnere iunior, mentre, dopo anni di progressivo declino, quello degli abilitati alla professione di Architetto segna un’inversione di tendenza. Questo è quanto emerge dall’analisi dei dati elaborati dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri riguardanti le prove degli Esami di Stato di abilitazione alle professioni di Ingegnere ed Architetto. Complessivamente i nuovi ingegneri abilitati sono stati 3.950, laddove nel 2024 erano stati 4.857. Così, il rapporto fra abilitati e laureati risulta appena superiore all’11%, mentre nel 2013 superava il 41%. Significativo, poi, il dato relativo ai laureati di primo livello: il rapporto tra abilitati e laureati è appena superiore all’1%.
Perrini: laurea abilitante e nuovi settori dell’Albo per invertire la tendenza
“Il rapporto del nostro Centro Studi – afferma Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI – fotografa una tendenza che osserviamo da tempo e che, non a caso, è al centro delle nostre preoccupazioni e delle nostre strategie politico-istituzionali. L’ingegneria è andata incontro ad un’evoluzione molto rapida e profonda. Attualmente, su una platea di circa un milione di laureati in ingegneria, solo poco più di 250mila risulta iscritto all’Albo. Dunque, gran parte degli ingegneri esercita la professione e assume responsabilità importanti senza che competenze e rispetto del codice deontologico siano certificate dall’appartenenza all’Albo professionale. Si tratta di una condizione estremamente delicata e rischiosa che dobbiamo assolutamente superare. Per questo il Consiglio Nazionale insiste da tempo su due proposte fondamentali. La prima è la laurea abilitante che, previo svolgimento di un adeguato tirocinio, facilita e velocizza l’accesso alla professione. La seconda è l’introduzione all’interno dell’Albo, accanto ai tradizionali civile, ambientale e dell’informazione, di due nuovi settori: ingegneria biomedica e clinica e ingegneria gestionale. Inoltre, il settore di iscrizione deve essere determinato sulla base della disciplina caratterizzante all’interno della quale il laureando ha effettuato il tirocinio durante il percorso magistrale. Riteniamo che questi due interventi potranno invertire la tendenza registrata dal rapporto del Centro Studi, riportando una quota sostanziale di ingegneri all’interno dell’alveo naturale dell’Albo professionale”.
Ghionna: abilitati in diminuzione di quasi il 19% in un anno
“In un solo anno gli abilitati alla professione di ingegnere sono diminuiti di quasi il 19% - constata Marco Ghionna, Presidente del Centro Studi CNI -. È un segnale che richiede una lettura attenta: il calo delle abilitazioni non coincide necessariamente con una minore attrattività degli studi di ingegneria, ma pone una questione sempre più evidente sul rapporto tra formazione universitaria, mercato del lavoro e professione regolamentata. Occorre comprendere quali percorsi intraprendano i laureati e quali ragioni li portino a considerare l’abilitazione poco rilevante per il proprio futuro. Il contributo del Centro Studi è fornire una base conoscitiva solida per orientare le scelte del Consiglio Nazionale e misurarne nel tempo gli effetti. La sfida è rendere riconoscibile, soprattutto ai più giovani e al mondo delle imprese, il valore dell’appartenenza all’Albo in termini di competenza, aggiornamento e responsabilità verso la collettività”.
Margiotta: l’evoluzione dei percorsi di laurea e il rapporto con l’Albo
“Le cause del calo delle abilitazioni alla professione di ingegnere sono molteplici – commenta Giuseppe Maria Margiotta, Consigliere Segretario del CNI con delega al Centro Studi -. Negli ultimi anni il mondo dell’ingegneria è cambiato radicalmente e questo non poteva non avere un forte impatto anche sulla composizione dell’universo dei laureati. Il nostro Centro Studi certifica che nel 2024 oltre la metà dei laureati in ingegneria risulta composto da laureati magistrali in Ingegneria gestionale, Ingegneria meccanica, Ingegneria informatica e Ingegneria biomedica, tutti indirizzi che non trovano una corrispondenza nell’articolazione dei settori dell’Albo. Una circostanza che contribuisce all’attuale disaffezione nei confronti dell’abilitazione. A ciò si aggiunge il fatto che negli ultimi anni è calato nettamente il numero di laureati del settore civile e ambientale, il serbatoio tradizionale di abilitazioni e iscrizioni all’Albo. E’ chiaro che di fronte a questo scenario completamente nuovo l’assetto istituzionale ed ordinistico della categoria non può rimanere ingessato, continuando a guardare solo al passato. E’ proprio tenendo conto dell’evoluzione in atto che si collocano le proposte concrete del CNI, ribadite in più occasioni dal Presidente Perrini”.
Esami di Stato: calano i tassi di successo, Milano guida per numero di abilitati
Secondo i dati analizzati dal rapporto del Centro Studi, a favorire il calo del numero di abilitati è stato anche il peggioramento del tasso di successo agli Esami di Stato, pari all’82,9% tra i laureati magistrali e al 65,9% tra quelli di primo livello. Tra il 2020 e il 2022 si erano registrate performance superiori al 90%, anche se in quel caso i dati positivi sono stati in parte determinati dalla semplificazione delle prove di esame conseguente all’emergenza pandemica. I tassi di successo più alti si registrano negli atenei del Centro (86,4%) e del Sud e delle Isole (85,9%). Tra gli atenei, il Politecnico di Milano, seppur con un tasso di successo inferiore alla media nazionale, si conferma anche nel 2025 la sede d’esame con il numero più elevato di Ingegneri abilitati (305). Seguono l’Università di Bologna (254), Padova (220) e il Politecnico di Torino (200).
Infine, il dato degli architetti. Dopo il minimo storico del 2024, gli abilitati alle professioni di Architetto, Conservatore, Paesaggista e Pianficatore tornano ad aumentare (+500) e superano quota 2mila.




