Prevenzione, tecnologia e coordinamento istituzionale. Sono i tre assi attorno a cui ruota la risposta al dissesto idrogeologico secondo ingegneri e geologi, riuniti a Roma per la Terza Giornata nazionale sulla prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, organizzata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG), con il supporto delle rispettive Fondazioni e di Fondazione Inarcassa.
Il messaggio centrale dell'evento è chiaro: le risorse economiche non mancano, ma il sistema continua a mostrare crepe nella gestione a livello locale. Molte opere finanziate non arrivano a cantierizzazione, e il territorio continua a peggiorare. Il problema, dunque, non è di disponibilità ma di governance.
Le parole dei Ministri
Presente in sala, il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha rivendicato l'impegno del Governo, sottolineando il ruolo delle professioni tecniche nei collegi consultivi tecnici e il coinvolgimento del suo Ministero attraverso il Piano Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC) e il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI).
Attraverso un videomessaggio, è intervenuto anche il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha annunciato una programmazione degli interventi per il 2026 superiore ai 300 milioni di euro e ha illustrato le potenzialità del progetto SIM (il nuovo Sistema Integrato di Monitoraggio) che integra dati satellitari e rilievi morfologici per costruire modelli previsionali avanzati a supporto di ingegneri e geologi sul campo. "Strumenti fondamentali", ha precisato, "che vanno però accompagnati a una forte capacità di governance."
I presidenti: "Fare squadra è l'unica risposta"
Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI, ha riconosciuto i progressi degli ultimi anni: stanziamenti cresciuti, attenzione politica aumentata, una Commissione parlamentare d'inchiesta istituita e un disegno di legge in discussione. Ma ha indicato chiaramente il limite strutturale: ”... le condizioni di rischio del nostro territorio continuano a peggiorare, molte opere finanziate non arrivano a cantierizzazione. È chiaramente un problema di governance cui possiamo rispondere soltanto se l’intero sistema si sforza di fare squadra e lavorare insieme. Questo è, in fondo, il senso più autentico di una giornata come quella di oggi”.
Roberto Troncarelli, Presidente del CNG, ha ribadito che l'imprevedibilità non può più essere usata come alibi: "La cultura scientifica deve assumere un ruolo centrale ed essere messa al servizio delle istituzioni, per contribuire in modo efficace alla sicurezza del territorio. Al fine di far fronte ad una disarmonica governance e di facilitare le scelte dei decisori politici, bisogna puntare al coordinamento tecnico interdisciplinare."
Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa, ha sottolineato il ruolo duplice dei professionisti tecnici, protagonisti nella realizzazione degli interventi ma anche costruttori di consapevolezza collettiva, e ha lanciato un dato che vale come provocazione: "Oggi investiamo in prevenzione circa un settimo di quanto spendiamo per le emergenze. La cultura della prevenzione deve permeare ogni aspetto per essere davvero strategica."
Il programma
La giornata, moderata dal giornalista RAI Gianluca Semprini, ha ospitato due panel mattutini: il primo sui modelli di previsione del rischio (con la partecipazione di esperti di Ispra e dell'Università La Sapienza), il secondo sulle criticità gestionali del territorio. Nel pomeriggio si sono svolte due sessioni su esperienze a confronto e riforme normative in atto, con la partecipazione di rappresentanti parlamentari e istituzionali. È stato inoltre presentato il Libro bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, a cura di Ansfisa. Le conclusioni sono state affidate al Consigliere CNI Domenico Condelli.



