Si è svolto oggi il primo workshop nato dalla collaborazione tra l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (Enac) e il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), intitolato "Aeroporti: laboratori avanzati di innovazione - Strategie, sostenibilità e nuove frontiere dell'ingegneria aeroportuale". L'iniziativa dà attuazione al Protocollo d'Intesa firmato tra le due istituzioni lo scorso marzo, con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo dell'ingegneria applicata al settore dell'aviazione civile.

Una giornata di confronto sulla formazione

L'incontro ha riunito le due istituzioni attorno a un tema comune: rafforzare i percorsi formativi e di alta qualificazione degli ingegneri impegnati nella pianificazione, progettazione, esecuzione e manutenzione delle infrastrutture aeroportuali. Ad aprire i lavori sono stati il Vice Direttore Generale Enac Fabio Nicolai e il Presidente del CNI Angelo Domenico Perrini.

"L'incontro di oggi è una prima occasione per fare sistema, mettere a fattor comune competenze, esperienze e patrimonio professionale creando le condizioni per affrontare con efficacia le grandi trasformazioni che interessano il settore" ha dichiarato Nicolai, ricordando le sfide che attendono il comparto: dal potenziamento della capacità infrastrutturale aeroportuale all'integrazione delle tecnologie più avanzate, fino alla sostenibilità e all'intermodalità. Il Vice Direttore Generale ha anticipato inoltre che la collaborazione con il CNI è destinata ad ampliarsi ad altri ambiti di competenza dell'Ente, come la progettazione e manutenzione degli aeromobili e la gestione dello spazio aereo.

Sulla stessa linea il Presidente del CNI Angelo Domenico Perrini, che ha sottolineato il ruolo centrale della professione ingegneristica nel funzionamento delle infrastrutture aeroportuali: "Dietro ogni aeroporto c'è un'infrastruttura che deve funzionare e, in ultima analisi, c'è l'ingegneria. Al centro di tutto ci sono le competenze degli ingegneri che sono il motore tecnico dello sviluppo dell'aviazione civile." Perrini ha evidenziato la complessità degli interventi in campo aeroportuale e la conseguente necessità di una formazione tecnica adeguata, anche alla luce delle competenze interdisciplinari richieste dal settore, a partire dall'intelligenza artificiale. "Il convegno di oggi è la prima, concreta traduzione di quell'impegno, il passaggio dalla firma alla sostanza" ha aggiunto, riferendosi al Protocollo d'Intesa sottoscritto lo scorso 9 marzo.

Gli interventi tecnici

Per Enac sono intervenuti il Direttore Pianificazione Infrastrutture Costantino Pandolfi e il Direttore Sviluppo e Approvazione Progetti Pasquale Proietti, che hanno approfondito le prospettive e le politiche del trasporto aereo, dalle opportunità offerte dal protocollo Enac-CNI alle strategie del Piano Nazionale degli Aeroporti, fino alle nuove frontiere dell'ingegneria aeroportuale tra BIM, digitalizzazione e modelli evoluti di progettazione.

Per il CNI ha coordinato i lavori della giornata il Consigliere Nazionale Sandro Catta, che ha illustrato le attività del Gruppo di Lavoro dedicato e richiamato la monografia de "L'Ingegnere Italiano", organo ufficiale del CNI, interamente dedicata al tema aeroporti. Tiziana Petrillo, Consigliera CNI con delega per l'Agenzia Certing, ha invece presentato il percorso per la certificazione delle competenze degli ingegneri.

Tre assi strategici

Il protocollo tra Enac e CNI, avviato concretamente con questo primo workshop, si sviluppa lungo tre direttrici principali: la valorizzazione della formazione interna del personale Enac attraverso i canali del CNI, con riconoscimento dei crediti per l'aggiornamento professionale; l'organizzazione di eventi di informazione e formazione sui temi dell'ingegneria delle opere e dei sistemi aeroportuali, orientati alla sostenibilità e alla trasformazione digitale del settore; la certificazione delle competenze professionali degli ingegneri, sia pubblici che privati, attivi in ambito aeroportuale, attraverso i programmi di alta formazione del Consiglio con il supporto dei professionisti Enac.

 Al workshop hanno partecipato circa 600 persone, tra presenza in sala e collegamenti da remoto.