Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha partecipato oggi, insieme alla RPT e al Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri laureati, all'audizione presso la Commissione Ambiente della Camera. Al centro del confronto le risoluzioni Mazzetti e Bonelli, che chiedono interventi urgenti sulla finanza di progetto dopo la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione Europea sul diritto di prelazione del promotore.

Per il CNI è intervenuto il Presidente Angelo Domenico Perrini, che ha spiegato perché il tema riguarda da vicino i professionisti tecnici: "Il tema di oggi tocca da vicino i professionisti tecnici, dato che la finanza di progetto ad iniziativa privata è ormai lo strumento più usato per bandire il partenariato pubblico-privato, e i responsabili unici del progetto (spesso professionisti tecnici) sono le persone che devono gestire da subito le conseguenze della sentenza della Corte di giustizia del 5 febbraio scorso sulla prelazione del promotore."

Perrini ha aggiunto un dettaglio tecnico poco discusso finora: secondo i primi commenti, il Consiglio di Stato avrebbe qualificato il vizio come annullabilità e non come nullità. In pratica, se confermato, gli atti non impugnati nei termini resterebbero validi, evitando quindi letture troppo drastiche della sentenza.

Sulle due risoluzioni, il Presidente CNI ha chiarito che non sono in contrapposizione: "Relativamente alle due risoluzioni non le vediamo come alternative, bensì complementari. La risoluzione Bonelli offre un percorso operativo utile, differenziato per fase della procedura, e soprattutto prevede il coinvolgimento degli Ordini professionali nell'aggiornamento delle linee guida per i RUP, cosa che accogliamo con favore. La risoluzione Mazzetti aggiunge un tassello altrettanto importante: la certezza giuridica per i contratti già in esecuzione, e proposte tecniche concrete per il futuro della finanza di progetto (criteri premiali, valutazioni non tabellari, semplificazioni per i piccoli PPP) che vanno nella stessa direzione della richiesta di riforma della risoluzione Bonelli."

Il CNI ha quindi presentato tre proposte concrete. La prima è unire in un solo testo il percorso operativo della risoluzione Bonelli e la garanzia di certezza giuridica della risoluzione Mazzetti per i contratti già avviati. La seconda è integrare le proposte Mazzetti su premialità e semplificazione nella riforma degli articoli 175 e 193, già richiesta da entrambe le risoluzioni. La terza è chiedere al Governo di portare formalmente la questione davanti alla Commissione Europea, nell'ambito del dialogo già aperto sulla procedura di infrazione, prima che nascano nuove procedure basate su un meccanismo dalla compatibilità europea ancora incerta.

Il CNI ha infine confermato la piena disponibilità a collaborare con la Commissione per definire linee guida operative utili ai professionisti tecnici.