Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, insieme al Consiglio Nazionale degli Architetti, ha partecipato oggi all'audizione presso la Commissione Bilancio della Camera per l'esame del decreto-legge n. 107 del 2026, che introduce misure urgenti per le infrastrutture e per l'attuazione del PNRR.

A rappresentare il CNI è stato il Presidente Angelo Domenico Perrini, che ha espresso un giudizio articolato sul provvedimento.

"Il CNI – ha detto Perrini - guarda con interesse a un provvedimento che tocca in più punti l'attività professionale degli ingegneri: dalla progettazione e gestione di grandi opere infrastrutturali, alla transizione energetica e alla decarbonizzazione dei processi industriali strategici, con particolare riferimento al comparto siderurgico, alla sicurezza energetica, fino alla gestione tecnica dei cantieri e delle commesse pubbliche complesse. Il provvedimento conferma il ricorso, ormai sistematico nella fase finale di attuazione del PNRR, alla figura del Commissario straordinario e a regimi in deroga quale strumento di accelerazione procedimentale. Il CNI ribadisce la necessità che, nell'individuazione dei soggetti commissariali e delle strutture di supporto tecnico-operativo, sia sempre garantita un'adeguata componente di competenze ingegneristiche specialistiche. Detto questo, segnaliamo una crescente proliferazione di soggetti attuatori, centrali di committenza ausiliaria e regimi commissariali ad hoc che rischia di generare sovrapposizioni di competenze e di indebolire, nel tempo, il ricorso alle procedure ordinarie di affidamento e ai relativi presidi di qualità tecnica. Il CNI ritiene che tali strumenti debbano restare eccezionali, tempificati e soggetti a verifica periodica della loro effettiva necessità, e non condivide un loro utilizzo come modalità ordinaria di gestione dell'azione amministrativa".

Perrini ha poi sottolineato come il decreto debba trovare un equilibrio tra velocità delle procedure e tutela della qualità tecnica: "Il decreto – ha proseguito Perrini - in più punti manifesta l'esigenza di conciliare la spinta all'accelerazione procedimentale con il rispetto degli standard di qualità tecnica e di sicurezza propri della progettazione e della direzione lavori, nonché con l'apertura del mercato a una pluralità di operatori economici, comprese le piccole e medie imprese e i professionisti tecnici. Le previsioni derogatorie rispetto alla disciplina ordinaria non devono tradursi in una riduzione della concorrenza né in una compressione del ruolo dei professionisti tecnici abilitati. Rileviamo, infine, come gli interventi previsti dal decreto nei settori dell'energia, della decarbonizzazione industriale e delle infrastrutture strategiche rendano sempre più necessario orientare l'impiego delle risorse pubbliche secondo criteri tecnico-prestazionali misurabili, fondati su indicatori oggettivi di efficacia ambientale, efficienza energetica, sicurezza, sostenibilità economica e verificabilità dei risultati, valorizzando il contributo delle competenze tecnico-scientifiche nella definizione e nell'attuazione delle politiche pubbliche".

Nel complesso, il CNI condivide l'obiettivo del decreto di accelerare le procedure e garantire certezza dei tempi in vista della chiusura del PNRR, pur segnalando alla Commissione alcune criticità. Per il Consiglio, la decarbonizzazione dei settori industriali strategici, e in particolare della siderurgia, rappresenta un'occasione per unire sostenibilità ambientale, innovazione e competitività, a patto che gli investimenti pubblici seguano criteri oggettivi di efficacia, misurabilità dei risultati e sicurezza degli impianti, valorizzando le competenze ingegneristiche nella definizione degli interventi.

Il CNI ha infine confermato la propria disponibilità a collaborare con Parlamento, Governo e Amministrazioni competenti nella definizione di criteri tecnici, indicatori prestazionali e metodologie di monitoraggio per gli investimenti pubblici legati a transizione energetica, decarbonizzazione industriale e infrastrutture strategiche.