Una proposta di legge a prima firma Andrea de Bertoldi (Lcd-Lega) punta a riformare il sistema della responsabilità civile per le professioni tecniche — ingegneri, architetti, geometri, geologi, periti, agronomi e agrotecnici — con l'obiettivo di bilanciare la tutela del cittadino danneggiato e quella del professionista, spesso esposto a ricadute patrimoniali sproporzionate rispetto alla propria quota di responsabilità effettiva.
Il testo, presentato alla Sala della Regina della Camera dei deputati nell'ambito dell'evento Responsabilità civile ed equo compenso. Le professioni tecniche per la crescita del Paese, si articola in sette punti e non grava sulle casse dello Stato.
Cosa prevede la proposta
Il nodo centrale è la distinzione tra responsabilità del professionista e responsabilità dell'impresa esecutrice. Oggi, in caso di danno, difformità o difetti, i tecnici si trovano spesso a rispondere in solido anche per le condotte di aziende nel frattempo fallite o cessate. La proposta circoscrive invece l'accountability del professionista alla sola quota parte della condotta colposa a lui imputabile.
Sul fronte degli eredi, il testo introduce un principio di tutela patrimoniale: il loro coinvolgimento nell'azione risarcitoria è limitato all'attivo ereditario, lasciando al riparo il patrimonio personale.
La responsabilità del professionista si estende per dieci anni dal termine della prestazione. Le polizze assicurative, obbligatorie per gli iscritti all'albo, devono essere commisurate all'entità dell'incarico e garantire una copertura ultrattiva di almeno dieci anni oltre la cessazione dell'attività o il decesso del professionista. Il danneggiato può così rivalersi direttamente sulla compagnia assicurativa anche quando i danni emergono a distanza di tempo. Le imprese, dal canto loro, sono tenute a offrire una copertura indennitaria decennale postuma per ogni tipologia di opera.
Le voci delle categorie
Favorevole la vicepresidente vicaria del Consiglio nazionale degli ingegneri, Carla Cappiello: "Con questa iniziativa legislativa viene finalmente portato all'attenzione del Parlamento un tema che gli ingegneri segnalano da tempo: la necessità di garantire un sistema di responsabilità professionale più equilibrato, che assicuri piena tutela ai cittadini danneggiati e, al tempo stesso, eviti effetti distorsivi e forme di responsabilità patrimoniale potenzialmente illimitate nel tempo per i professionisti e per i loro eredi. È un primo importante passo verso una disciplina più moderna, fondata sulla proporzionalità della responsabilità e sulla certezza del diritto".
Paolo Biscaro, presidente del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, sottolinea la coerenza con il tema dell'equo compenso: "La proposta affronta con lucidità la sproporzione tra il rischio a carico dei tecnici e il valore della loro prestazione. Limitare la responsabilità degli eredi al solo patrimonio ereditato è un principio di giustizia civile, che richiama la tutela finora sostenuta da Cngegl: un equo compenso da estendere a ogni attività, condizione perché il sistema di responsabilità funzioni davvero".
"Si tratta di una proposta di legge lungimirante che, come Cnpi, appoggiamo con forza", dichiara Giovanni Esposito, presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali. "Finalmente viene riconosciuto il ruolo strategico delle professioni tecniche nello sviluppo infrastrutturale del Paese. Il tema della responsabilità, in caso di condotta colposa accertata, per i professionisti impegnati nelle attività di progettazione — tra cui i periti industriali — è centrale da tempo. Finalmente si potranno inserire tutele chiare e proporzionate".
Alessandro Panci, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, ribadisce la distinzione di ruoli: "I professionisti svolgono una funzione sociale e di pubblica utilità, distinta dalle logiche di profitto proprie delle imprese. La qualità delle competenze specialistiche e dell'esperienza incide direttamente sull'efficacia degli interventi. È quindi necessario distinguere la responsabilità civile del professionista da quella dell'impresa, chiarendo i rispettivi ruoli e definendo un limite temporale alla responsabilità professionale".
Plaude all'iniziativa anche Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei geologi: "Dopo la norma sull'equo compenso, la proposta di legge per delimitare la responsabilità civile dei professionisti rispetto alle imprese esecutrici, nelle attività tipiche del settore, rappresenta per i liberi professionisti dell'area tecnica un ulteriore passo in avanti nella tutela dei propri diritti e della propria attività professionale".
Il prossimo passo: l'equo compenso
De Bertoldi annuncia anche un emendamento per ampliare la portata dell'equo compenso, estendendolo a tutti i clienti e agli appalti pubblici: "La norma c'è, ma non è mai decollata. Ed è l'altra gamba che può aiutare i professionisti che, a loro volta, aiuteranno il Paese".



