Il 2021 continua ad essere un anno molto positivo per il sistema Italia. Dopo i grandi apprezzamenti internazionali provenienti dalla rivista “the economist”, rivista, quell'anglosassone, mai particolarmente tenero nei nostri riguardi e dopo che il presidente Von der Leyen ha elogiato pubblicamente il nostro paese per gli indici di crescita, arrivano anche sempre più conferme dai vari indicatori economici.

 Solo qualche giorno fa, infatti, la rivista inglese The Economist aveva incoronato l’Italia come il ‘Paese dell’anno 2021’ , ovvero lo Stato che più di tutti ha migliorato le proprie performance nel 2021. Nelle motivazioni si leggeva che il Bel Pese è stato scelto, “non per l’abilità dei suoi calciatori, che hanno vinto l’Europeo, né per le sue pop star, che hanno vinto l’Eurovision Song Contest, ma per la sua politica” che con “Mario Draghi ha acquisito un premier competente e rispettato a livello internazionale”.

 Gli indicatori dell’ISTAT fanno registrare anche un balzo in avanti del fatturato dei settori industriali su base trimestrale: a ottobre il fatturato dell’industria, al netto delle fluttuazioni stagionali, ha registrato un aumento congiunturale del 2,8%, aumento che può essere letto come il risultato di una crescita consolidata su entrambi i mercati, quello interno che è cresciuto del 3,4% e quello estero che ha fatto registrare un aumento dell’1,4%.

 Gli indicatori positivi del fatturato industriale trainano con essi, inoltre, numerosi altri settori che spingono verso l’alto il prodotto interno lordo nella sua totalità: nella media del trimestre agosto-ottobre l’indice complessivo del PIL ha evidenziato un incremento del 6,2%, superando di 2 punti percentuale le stime degli economisti e del Governo.

 I dati sono molto incoraggianti perché, al netto delle oscillazioni relative ai mesi presi in considerazione, (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di ottobre 2020), il fatturato totale dei settori industriali aggregati cresce in termini tendenziali del 16,9% (+19,4% sul mercato interno e +12,1% su quello estero).

 Questi numeri positivi sono anche supportati dagli studi di Bankitalia, secondo i quali, lo scenario macroeconomico prefigurerebbe, oltre a un aumento del Pil in Italia che si attesterebbe intorno, appunto, al 6,2% di quest’anno, aumenti del 4,0% nel 2022, del 2,5% nel 2023 e dell’1,7% nel 2024.